“C’è sempre un modo in cui puoi essere migliore,

dipende da cosa metti in ascisse e in ordinata.

Quando qualcosa non funziona, devi solo cambiare

il sistema di riferimento in cui ti muovi."

A CHI SI RIVOLGE IL PERFORMANCE COACH?

 

Il Performance Coach è un facilitatore della prestazione di un atleta in ogni suo aspetto.

Aiuto l’atleta a raggiungere gli obiettivi attraverso performance di alto livello, lavorando con lui a 360°.

 

La prestazione eccellente è la naturale conseguenza di un benessere emozionale e fisico.

Quando l’atleta sta bene con se stesso in questi due aspetti, è in grado di esprimere tutto il suo potenziale e il suo talento. Ed è anche felice di poterlo fare.

 

Se l’allenatore agisce per aumentare la cilindrata dell’atleta, BE-lieve Performance Coach lo aiuta piuttosto a togliere il freno a mano.

È una tonificazione emozionaleNon aggiungo niente, ma aiuto l’atleta a lasciare andare quegli ostacoli che gli impediscono di esprimere ciò che ha già dentro di sé.

 

Per iniziare un percorso BE-lieve Performance Coach non è necessario avere un problema o stare male.

È sufficiente la curiosità e la motivazione di voler scoprire che puoi arrivare a posizionare la tua asticella la dove finora non sei stato nemmeno capace di immaginarla.  

 

 

COMUNICAZIONE E RAPPORTO

 

Non può esistere un protocollo standard, ma tutto sarà tarato e calibrato sulla tua particolare esigenza.

Ogni persona ha un modo differente di interagire e relazionarsi con il mondo, un canale rappresentazionale preferito con il quale processa le informazioni che arrivano ai suoi sensi.

Il mio primo compito sarà riconoscere il tuo canale preferenziale, visivo, auditivo o cinestesico, per costruire una comunicazione e un rapport efficace.

La comunicazione verbale e non verbale, saranno le fondamenta sulle quali costruire tutto il processo di crescita.

 

 

L’ALIBI, LA COLPA, E LA RESPONSABILITÀ 

 

La ricerca di un alibi per giustificare un insuccesso è il peggior nemico di ogni atleta.

Imparerai a vivere l’errore, non come una colpa, ma come una risorsa. 

Farai un totale cambio di prospettiva e invece di cercare un alibi per non avere colpa, vorrai proprio trovare una responsabilità.

Riuscire a trovare la tua responsabilità in ciò che accade ti permette di poter agire diversamente per modificare il risultato.

 

 

LA PAURA

 

L’altro grande nemico della prestazione è la paura. 

La paura, di qualsiasi cosa, è un potente freno, irrigidisce, trattiene, frena e condiziona la muscolatura rendendo il gesto meno fluido.

L’errore tecnico è il risultato di un gesto imperfetto dovuto a un carico emotivo he non riesci a sostenere. Il movimento non scorre bene in corrispondenza di quel tratto paralizzato dalla paura.

Imparerai a riconoscere e rielaborare le situazioni che non ti permettono di essere fluido.

L’atleta eccellente e felice, è quello il cui gesto tecnico si esprime con la stessa armonia e la stessa efficacia, indipendentemente dal particolare momento emotivo della competizione.

 

 

IL RECUPERO DA UN INFORTUNIO

 

Ogni tipo di infortunio lascia una traccia nella testa dell’atleta. Ci si sente traditi da una parte di se, in cui si tende a perdere fiducia, perché la si vive come un punto debole.

Fondamentale ricostruire un rapporto di fiducia, fare pace con quella parte del corpo e non considerarla un anello debole della catena, ma un anello capace di recuperare il suo ruolo e la sua efficienza all’interno della prestazione.

Se affronti in questo modo la ripresa da un infortunio, riesci a trasformare un trauma subito in un tuo punto di forza.   

 

 

LA VISUALIZZAZIONE

 

La visualizzazione si basa sul principio che il pensiero riesce a condizionare la biologia di un individuo e quindi anche la muscolatura. Il nostro cervello non capisce la differenza fra una realtà immaginata e la realtà effettivamente vissuta.

 

Questo ci permette tutta una serie di interventi sull’atleta. Interventi sui gesti tecnici imprecisi, rimodellandoli mentalmente per renderli più efficaci.

La possibilità di ritornare a una situazione di paura o di stress e rielaborarla e ridimensionarla, depotenziando i suoi effetti negativi. 

Rivivere stati emotivi top per poterli amplificare e usare come ancora nei momenti chiave. 

Oltre a questo, con la visualizzazione acquisisci una tale consapevolezza corporea, che ti permette di percepire le sensazioni reali, anche da uno stato solamente immaginato.

 

Con Alessio Rovera, pilota professionista pluricampione italiano in formula Porsche e GT, usiamo tantissimo la visualizzazione con ottimi risultati.

In uno stato di coscienza molto profondo, Alessio riesce a visualizzarsi alla guida e a ricavare le sensazioni reali. Questo gli permette di fare test, sperimentare diverse soluzioni e traiettorie, conoscere i circuiti più nel dettaglio, e tante altre situazioni, senza prendere nessun rischio per se e per la macchina, risparmiando tempo, e arrivando sul circuito avendo già delle certezze sul modo di affrontarlo.

 

 

EMOTIONAL FIT

 

Emotional fit è il fiore all’occhiello del programma BE-lieve Performance coach.

Postura e respirazione sono due strumenti potentissimi per cambiare la fisiologia di una persona, e, quindi, modificare lo stato e la prestazione di un atleta.

Ho messo a punto una speciale combinazione di esercizi su Pancafit®, che permette all’atleta di raggiungere uno stato emozionale ideale per recuperare armonia in tutti i sensi.

Emotional fit permette all’atleta di ritrovare un efficace dialogo tra mente e corpo, partendo dal corpo. Utilizzando il respiro come moderatore di questo dialogo per allentare le tensioni muscolari, si coinvolge nello stessa direzione anche lo stato emozionale.

Riallineare questi stati è la base della alta performance.

 

 

IPNOSI E PNL3

 

“L’ipnosi è una forma di comunicazione diretta con l’inconscio” (M.H. Erickson)

La comunicazione ipnotica nasce da una sintesi fra tecniche comunicative avanzate di una disciplina della comunicazione chiamata PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e l’ipnosi Ericksoniana.

La PNL3 è un ulteriore passo in avanti, è l’aggiornamento quantistico della PNL e utilizza anche il linguaggio non verbale.

Spesso per un atleta “i problemi di oggi sono le soluzioni di ieri”. Si rimane cioè inconsciamente ancorati a una serie di strategie di comportamento che hanno avuto successo in passato, ma che ora, in un contesto differente, risultano inappropriate  e inadeguate.

La combinazione di ipnosi e PNL3 è un potente modello per il cambiamento degli schemi comportamentali di un atleta, intervenendo su tutti quei fattori limitanti della sua prestazione.

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